Funghi chiodini



Prodotti

In passato, i funghi chiodini venivano chiamati “asparagi dei funghi”: ad essere commestibili sono infatti solamente il cappello e la parte superiore del gambo, mentre il resto risulta indigesto. Il loro nome scientifico, Armillaria mellea, deriva dall’unione tra armilla (braccialetto) e melleus (miele).

I funghi chiodini vanno consumati cotti: la tossina proteica che contengono si inattiva a 65-70°C. Vanno dunque bolliti, avendo cura di buttare l’acqua di cottura.

Valori nutrizionali

Ipocalorici, i funghi chiodini contengono solo 15 calorie per 100 grammi.

Le loro proteine sono di scarso valore biologico, i grassi sono di tipo polinsaturo e i glucidi semplici. Sono però ricchi di fibre e di acqua, forniscono molto potassio e pochissimo sodio. Per questo motivo si rivelano utili per chi soffre di ipertensione, di colesterolo e trigliceridi elevati, di diabete e obesità. Sono però sconsigliati durante la gravidanza, l’allattamento e la prima infanzia.

Come conservarli

In frigorifero, i funghi chiodini durano tre giorni.

Puliti e bolliti per eliminare le tossine, possono essere congelati. In freezer durano fino a un anno.

Adatti per

primi piatti, bruschette, ripieni.

 

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